{"id":2784,"date":"2025-09-15T11:07:44","date_gmt":"2025-09-15T11:07:44","guid":{"rendered":"https:\/\/sanifrutta.com\/?post_type=news&#038;p=2784"},"modified":"2025-09-15T13:32:06","modified_gmt":"2025-09-15T13:32:06","slug":"ciliegio-le-varieta-piu-interessanti-in-piemonte","status":"publish","type":"news","link":"https:\/\/sanifrutta.com\/it_it\/news\/ciliegio-le-varieta-piu-interessanti-in-piemonte\/","title":{"rendered":"Ciliegio: le variet\u00e0 pi\u00f9 interessanti in Piemonte"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le prove varietali condotte su nuove cultivar di ciliegio da Agrion a Manta forniscono indicazioni utili per i nuovi impianti. Interessanti anche i risultati del progetto di investimento sul ciliegio portato avanti dall&#8217;Op Sanifrutta di Costigliole Saluzzo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il connubio fra enti di ricerca e mondo agricolo traina l\u2019espansione dei ceraseti nel Cuneese: un fil rouge lega la sperimentazione di nuove variet\u00e0 di ciliegio autofertili e autosterili, nei campi varietali della Fondazione Agrion a Manta, nel Saluzzese, con i progetti di rilancio della coltura, intrapresi dalle organizzazioni dei produttori della Granda.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il contesto produttivo del ciliegio in Piemonte<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019agronomo&nbsp;<strong>Davide Nari<\/strong>, tecnico dell\u2019ente di ricerca fondato nel 2014 da Regione Piemonte e Unioncamere, affronta l\u2019argomento nuove variet\u00e0 partendo dallo \u201cstato dell\u2019arte\u201d della coltura nel Cuneese. \u00abLa provincia ospita il 60 per cento dei 390 ettari complessivi coltivati in Piemonte; un 20 per cento si trova, invece, nei pressi di Pecetto, nel Torinese. L\u2019espansione delle superfici, avvenuta nell\u2019ultimo decennio, ha riguardato esclusivamente la Granda: i gruppi commerciali attivi nel nostro areale sono stati il volano della crescita\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/reader.directreader.it\/read\/prj_5c6670ae40234\/pub_5c6670ae5712f\/5000-04-27?token=eyJ0eXAiOiJKV1QiLCJhbGciOiJIUzI1NiJ9.eyJwcm9qZWN0SWQiOiJwcmpfNWM2NjcwYWU0MDIzNCIsInByb2plY3RQZXJtaXNzaW9uc0JpdG1hc2siOjF9.K83nT9rqr0ASaqBVfJp2cuLd-H4kjNECGx18crSQPbY&amp;page=4-5\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Leggi l&#8217;articolo &#8220;Ciliegio: opportunit\u00e0 di differenziazione per la filiera piemontese&#8221;<br>su rivista di Frutticoltura 3\/2025<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi la provincia conta \u00abcento ettari di impianti specializzati, realizzati a partire dal 2014 con portainnesti nanizzanti della serie Gisela, che consentono di ridurre i sesti e aumentare il numero di piante per unit\u00e0 di superficie. Il 90 per cento dei nuovi appezzamenti, inoltre, \u00e8 dotato di reti perimetrali antinsetto, antigrandine e teli antipioggia di copertura\u00bb. Soluzioni che hanno frenato, assieme alle difficolt\u00e0 tecniche di coltivazione, piantumazioni pi\u00f9 estese negli ultimi 2-3 anni: \u00abLa spesa d\u2019impianto pu\u00f2 arrivare a 100 mila euro l\u2019ettaro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A costi e difficolt\u00e0 si contrappongono le certezze in fatto di&nbsp;<strong>standard qualitativi<\/strong>&nbsp;determinati dal mercato. \u00abLa base produttiva \u00e8 costituita da variet\u00e0 con bassa percentuale di scarto e un calibro dei frutti che oscilla fra i 28 e i 30 millimetri, requisito essenziale per una buona remunerazione al produttore. Le prove varietali di Agrion si sono concentrate su questi aspetti e su altri quali la lunghezza del peduncolo e la distribuzione dei frutti sulle piante\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I&nbsp;<strong>riferimenti varietali<\/strong>, nel Cuneese, sono due cultivar autosterili:&nbsp;<strong>Kordia<\/strong>, che matura fra il 13 e il 17 giugno, e&nbsp;<strong>Regina<\/strong>, pi\u00f9 tardiva raccolta fra il 18 e il 25 giugno. \u00abAmbedue garantiscono buone produzioni, frutti di qualit\u00e0 e calibro soddisfacente, elevata durezza media della polpa e una bassa presenza di cracking\u00bb, la principale problematica del ciliegio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le valutazioni sulle fasi di raccolta hanno avuto un rilevo centrale nella selezione delle variet\u00e0 messe a dimora nei campi sperimentali di Manta, che accolgono piante appartenenti a 75 cultivar, distribuite su un parcellone di 2500 metri quadri, piantumati a partire dal 2006. La valutazione avviene per cicli triennali, con un avvicendamento annuale di circa 15 variet\u00e0: \u00abLe pi\u00f9 promettenti vengono consigliate agli agricoltori, quelle che male si sono adattate vengono estirpate\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Piemonte la produzione pi\u00f9 importante \u00absi colloca nella fase intermedia, fra il 10 e il 25 giugno\u00bb. Le operazioni di raccolta, tuttavia, iniziano, nell\u2019areale Cuneese, fra il 25 maggio e il 4 giugno, con la fase extra-precoce; la precoce, immediatamente successiva, \u00absi colloca invece fra il 5 e il 12 giugno\u00bb. L\u2019epoca tardiva, fra il 18 e il 25 giugno chiudeva, fino al decennio scorso, i cantieri nei ceraseti, \u00abcon la raccolta della variet\u00e0 Regina. Crescenti spazi di mercato hanno indotto, negli ultimi anni, lo sviluppo di cultivar che ritardano in modo significativo, giungendo a maturazione all\u2019inizio luglio. Un momento difficile perch\u00e9 aumentano la pressione di&nbsp;<strong><em>Drosophila suzukii<\/em><\/strong>&nbsp;e le&nbsp;<strong>difficolt\u00e0 tecniche<\/strong>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Variet\u00e0 di ciliegio: indicazioni per i nuovi impianti<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dati raccolti nel 2024 nei campi di prova hanno fornito indicazioni spendibili per i nuovi impianti. Fra le&nbsp;<strong>variet\u00e0 di ciliegio ammesse alla sperimentazione<\/strong>&nbsp;estesa, nella&nbsp;<strong>fase extra-precoce<\/strong>, \u00ab<strong>Folfer<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Sweet Aryana<\/strong>, oltre alle cultivar francesi Nimba \u2013 autosterile &#8211; e Pacific Red \u2013 autofertile &#8211; hanno raggiunto un calibro appena sufficiente per fini commerciali, conseguenza del numero limitato di giorni fra fioritura e maturazione. La sensibilit\u00e0 al cracking, inoltre, \u00e8 pi\u00f9 elevata per le piogge d\u2019inizio stagione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diverso il panorama nella&nbsp;<strong>fase precoce<\/strong>: \u00abCi sono alcune variet\u00e0 interessanti\u00bb, riprende Nari. Fra queste la cultivar autosterile&nbsp;<strong>Cerasina Prim 3.1<\/strong>: \u00abMatura 8-10 giorni prima di Kordia e ha dato ottimi risultati. I frutti hanno una polpa dura \u2013 51 gradi nella scala Shore \u2013 un calibro medio fino a 32 millimetri, la dolcezza raggiunge i 16 gradi Brix, valore elevato per una ciliegia. La sensibilit\u00e0 al cracking, infine, non \u00e8 cos\u00ec alta\u00bb.&nbsp;<strong>Glen Blush<\/strong>, variet\u00e0 autosterile bicolore a polpa bianca non ha raggiunto performance degne di nota. I frutti hanno un calibro di 26 millimetri e durezza quantificata in 32 gradi Shore: \u00abSono pi\u00f9 dolci rispetto alle ciliegie classiche ma pi\u00f9 sensibili a manipolazione e cracking\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019<strong>epoca intermedia<\/strong>, invece, \u00ab<strong>Henriette<\/strong>, una variet\u00e0 di ciliegio autosterile, \u00e8 risultata fra le cultivar pi\u00f9 performanti: il peduncolo lungo e buona distribuzione dei frutti in mazzetti agevolano il contenimento dei marciumi\u00bb. Dati positivi sono emersi anche da&nbsp;<strong>M 2087<\/strong>&nbsp;\u00abuna selezione proveniente dagli Stati Uniti, non ancora brevettata in Europa. Le ciliegie raggiungono una durezza di 68 gradi Shore, con acidit\u00e0 bassissima, attorno ai 5 meq\/100 ml\u00bb. Calibri elevati, 32 millimetri, caratterizzano anche la variet\u00e0 autosterile&nbsp;<strong>Kir Vulcano<\/strong>: \u00abnel 2024 ha superato i 17 gradi Brix con 44 punti Shore di durezza\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La variet\u00e0 autosterile&nbsp;<strong>Fertard<\/strong>, invece, si colloca nella&nbsp;<strong>fase tardiva<\/strong>: matura 8 giorni dopo Kordia, in concomitanza con Regina. \u00ab\u00c8 un ciliegio capace di produzioni con pezzature oltre i 30 millimetri, 52 punti Shore di durezza della polpa e un indice Brix che raggiunge i 17 gradi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Crescenti interessi di mercato accompagnano la valutazione in campo di&nbsp;<strong>variet\u00e0 extra-tardive<\/strong>, con un periodo di maturazione protratto alla prima decade di luglio. \u00c8 il caso delle cultivar autofertili della&nbsp;<strong>serie tedesca Cerasina: Final 11.3, 12.1 e 13.1<\/strong>. \u00abGarantiscono ottime produzioni, pezzature comprese fra i 28 e i 30 millimetri e un indice di durezza che oscilla fra i 36 e i 48 gradi Shore\u00bb.&nbsp;<strong>Kir rosso<\/strong>, infine, una variet\u00e0 autofertile extra tardiva &#8211; matura 25 giorni dopo Kordia &#8211; produce frutti con calibri fra i 26 e i 28 millimetri, un indice di durezza della polpa di 48 gradi Shore, e una dolcezza che raggiunge i 17 gradi Brix.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019analisi delle&nbsp;<strong>rese per ettaro<\/strong>, infine, \u00e8 un ulteriore elemento di riflessione per il mondo agricolo: \u00abVariet\u00e0 autosterili come Kordia e Regina si attestano attorno ai 120-130 quintali per ettaro. Le cultivar autofertili puntano a livelli pi\u00f9 elevati, con incrementi produttivi del 30-40 per cento: 150-160 quintali per unit\u00e0 di superficie\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il piano di Sanifrutta per il ciliegio<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Sanifrutta<\/strong>, Op attiva a Costigliole Saluzzo dal 1989, associata all\u2019organizzazione dei produttori Joinfruit di Verzuolo, ha iniziato a investire sul ciliegio nel 2014. \u00abOggi i nostri soci coltivano circa 80 ettari di ceraseti\u00bb, spiega il responsabile tecnico&nbsp;<strong>Alex Tallone<\/strong>. L\u2019ente consortile, nato originariamente dall\u2019unione di produttori di kiwi e pesche, conta quasi 200 aziende associate, una superficie complessiva di 2 mila ettari e movimenta, ogni anno, circa 70 mila tonnellate di frutta verso mercati che spaziano dal Nord Europa al Sud America al Medio ed Estremo Oriente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCon un raccolto di 400 tonnellate,&nbsp;<strong>la ciliegia rappresenta appena l\u2019uno per cento del fatturato del gruppo, ma con una Plv che pu\u00f2 arrivare a 60 mila euro lordi a ettaro<\/strong>, quasi il triplo rispetto al melo,<strong>&nbsp;suscita entusiasmo crescente nella base sociale<\/strong>. Il prodotto \u00e8 destinato principalmente al mercato nazionale, un 30 per centro del tonnellaggio viene venduto, invece, in Germania e Nord Europa\u00bb. Il raccolto precoce, inoltre, \u00abgenera liquidit\u00e0 per i nostri stabilimenti e le aziende affiliate, con acconti a luglio e saldi entro il mese di settembre. Le remunerazioni sono proporzionate al calibro dei frutti: il prodotto ottimale per il mercato \u00e8 quello che supera i 28 millimetri di diametro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019avvio del progetto, \u00aball\u2019avanguardia a livello nazionale in fatto soluzioni impiantistiche, con&nbsp;<strong>protezioni contro grandine, pioggia e insetti<\/strong>;&nbsp;<strong>gestione ottimale dell\u2019irrigazione<\/strong>;&nbsp;<strong>strategie nutrizionali<\/strong>&nbsp;per il contrasto dei marciumi e del cracking peduncolare e la&nbsp;<strong>difesa da insetti nocivi<\/strong>\u00bb, \u00e8 stato preceduto da una lunga fase di studio. \u00abAbbiamo visitato i pi\u00f9 importanti areali cerasicoli del mondo alla ricerca di soluzioni tecniche da proporre ai nostri soci: siamo stati in Cile, il primo produttore mondiale, in Canada, nella British Columbia, sulla costa Ovest degli Stati Uniti, in Olanda e in Grecia. Il dialogo con Agrion, in materia di cultivar, inoltre, \u00e8 stato cruciale\u00bb, prosegue Tallone.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"473\" src=\"https:\/\/sanifrutta.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Ceraseto-1-1024x473.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2791\" srcset=\"https:\/\/sanifrutta.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Ceraseto-1-1024x473.jpg 1024w, https:\/\/sanifrutta.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Ceraseto-1-300x139.jpg 300w, https:\/\/sanifrutta.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Ceraseto-1-768x355.jpg 768w, https:\/\/sanifrutta.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Ceraseto-1-1536x709.jpg 1536w, https:\/\/sanifrutta.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Ceraseto-1-18x8.jpg 18w, https:\/\/sanifrutta.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Ceraseto-1.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La&nbsp;<strong>scelta varietale \u00e8 la chiave di volta<\/strong>&nbsp;dell\u2019iniziativa: la base sono Kordia e Regina: \u00abCultivar di riferimento molto apprezzate per la durezza della polpa e la serbevolezza dei frutti. Le piante, inoltre, si adattano molto bene al nostro areale, con rese fino a 130 quintali per ettaro nelle annate migliori\u00bb. L\u2019ottimizzazione dei costi di produzione, inoltre, ha indotto Sanifrutta a estendere il calendario di raccolta, con la coltivazione di variet\u00e0 precoci come Frisco, Giant Red, Rocket e Cerasina Prim 3.1, raccolte a partire dalla fine di maggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le&nbsp;<strong>cultivar tardive<\/strong>, per\u00f2, sono la punta di diamante del piano cerasicolo di Sanifrutta: \u00abnel 2021, dopo tre anni di studio, abbiamo acquisito, in esclusiva per il Nord-Ovest, la serie Final del progetto Cerasina\u00bb. Quattro variet\u00e0, denominate 10.4, 11.3, 12.1 e 13.1 messe a punto da un breeder tedesco, che opera nei pressi del Lago di Costanza: \u00abLa raccolta comincia a inizio luglio e si conclude con Final 13.1 verso la met\u00e0 dello stesso mese. Quest\u2019anno abbiamo lavorato i primi mille quintali di ciliegie\u00bb, precisa Tallone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I&nbsp;<strong>primi risultati sono decisamente incoraggianti<\/strong>, sia in fatto di rese per ettaro &#8211; \u00abfra i 170 e i 180 quintali, con picchi fino a 200, a fronte di una riduzione del 20-30 per cento della produzione, registrata, nella campagna 2025, su Kordia e Regina\u00bb &#8211; che sul piano qualitativo: \u00abL\u201980 per cento delle ciliegie conferite ha raggiunto i 30 millimetri di calibro, contro il 60 per cento della cultivar Kordia. Con una corretta gestione degli impianti ci sono ulteriori margini di miglioramento\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il&nbsp;<strong>focus delle operazioni in campo \u00e8 sulla nutrizione e la difesa<\/strong>: \u00abEseguiamo una strategia biostimolante specifica basata sull\u2019impiego di concimi fogliari e biostimolanti con azione anticracking, abbinati talvolta ai trattamenti fitosanitari previsti dal disciplinare di produzione. Marciumi e Drosophila suzukii non richiedono pi\u00f9 di 8-10 interventi complessivi da fine inverno alla raccolta, la met\u00e0 dei quali dopo l\u2019invaiatura\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La&nbsp;<strong>potatura<\/strong>&nbsp;avviene in due riprese, per mantenere la forma di allevamento a fusetto delle piante: \u00abLa prima, meccanica, a fine settembre, quando le piante hanno ancora le foglie per evitare, grazie all\u2019azione cicatrizzante della linfa, problemi con la batteriosi da Pseudomonas, che causa disseccamenti delle branche, e i cancri rameali. La rifinitura manuale si esegue in primavera, fra febbraio e marzo\u00bb. L\u2019effetto dei cambiamenti climatici ha costretto ad alcune correzioni in corso d\u2019opera per quanto riguarda i&nbsp;<strong>portainnesti<\/strong>: \u00abNell\u2019ultimo quinquennio abbiamo fatto scelte funzionali abbandonando quelli eccessivamente nanizzanti, come Gisela 5, in favore di selezioni pi\u00f9 vigorose come Gisela 6 o addirittura Maxma\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Due esperienze con nuovi impianti di ciliegio<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessio Giorgis<\/strong>&nbsp;conduce l\u2019azienda di famiglia, 11 ettari di frutteti, a Dronero, in bassa Valle Maira, nel Cuneese. Il melo \u00e8 la produzione prevalente, assieme a 1 ettaro e mezzo di ciliegi, piantati in due riprese, nel 2019 e nel 2022. \u00abNel primo appezzamento, poco meno di mezzo ettaro, avevo optato per un mix fra Kordia e Regina. Nel pi\u00f9 recente, ho ridotto le superfici destinate a queste variet\u00e0 puntando su Final 10.4 e 12.1, piantumate con sesti di 3.90 x 1.20\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ceraseto \u00e8 dotato di rete antinsetto perimetrale e antigrandine, \u00abl\u2019antipioggia, oltre al costo elevato, 2 euro e mezzo il metro quadro, richiedeva ancoraggi molto pi\u00f9 fitti e sistemi di cavi per evitare l\u2019effetto vela\u00bb. Spese che si sarebbero sommate ai costi per ettaro, circa 45 mila euro investiti. \u00abGli impianti ci permettono di garantire continuit\u00e0 lavorativa alla manodopera che impieghiamo, colmando il \u201cbuco\u201d di luglio, mese nel quale le operazioni in meleto sono ferme\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo un 2024 pesantemente condizionato dal cracking &#8211; imputabile alle piogge di giugno &#8211;&nbsp; che ha totalmente vanificato il raccolto, la campagna appena conclusa ha registrato buoni risultati \u00abfra i 90 e i 100 quintali per ettaro: le variet\u00e0 Final hanno performato meglio rispetto a Kordia e Regina. Nel 2023, l\u2019annata migliore, ho superato i 130: le piante, tuttavia, giungeranno a piena produzione soltanto verso il sesto anno\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La potatura muove dalla specificit\u00e0 del ciliegio, \u00abche fruttifica sul ramo vecchio di due anni: serve pi\u00f9 tempo per avere una produzione dai palchi laterali\u00bb. Le operazioni iniziano d\u2019autunno, con una cimatrice: \u00abtaglio i rami a 40 centimetri dal tronco, cos\u00ec che la luce possa penetrare nella chioma e preparare il legno a ricacciare le gemme. La rifinitura avviene in primavera\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I trattamenti contemplano un prodotto rameico per disinfettare i tagli, un insetticida per la cocciniglia a rottura delle gemme e un intervento contro la monilia, sul fiore, in caso di piogge protratte. A fare la differenza sono, invece, le concimazioni: \u00abFino a 7 passaggi con prodotti fogliari a base di Ecklonia maxima, un\u2019alga che prolunga il tempo di vita del fiore e agevola l\u2019impollinazione, quindi formulati con boro, zinco e magnesio, oltre a 2 quintali di solfato di potassio per ettaro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Terminata la fioritura \u2013 che nell\u2019areale pedemontano di Dronero inizia il 10 aprile con Kordia, seguita a pochi giorni di distanza dalle Final e da Regina &#8211; \u00abfra il 10 e il 15 maggio passiamo a diradare manualmente i frutti: in alcune annate tagliamo fino al 40 per cento delle ciliegie. Nel 2025 i problemi di allegagione, conseguenza delle piogge hanno semplificato le operazioni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/sanifrutta.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Ciliegie-1-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2792\" srcset=\"https:\/\/sanifrutta.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Ciliegie-1-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/sanifrutta.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Ciliegie-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/sanifrutta.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Ciliegie-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/sanifrutta.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Ciliegie-1-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/sanifrutta.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Ciliegie-1-18x10.jpg 18w, https:\/\/sanifrutta.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Ciliegie-1.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dario Cuniberti<\/strong>&nbsp;ha messo a dimora gli impianti, un ettaro sui 12 complessivi di un\u2019azienda votata al melo nel comune di Dronero, dopo aver aderito a un viaggio studio, promosso da Sanifrutta in Cile. \u00abPer le variet\u00e0 di ciliegio ho optato per Kordia e Final 10.4 e 12.1. Nel nostro areale siamo in ritardo di 10-15 giorni rispetto alla pianura: un vantaggio per il magazzino che prolunga il periodo di commercializzazione. Il ciclo produttivo, inoltre, \u00e8 molto corto, non si sovrappone a quello del melo e la coltura \u00e8 un\u2019ottima opportunit\u00e0 economica\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il raccolto 2025, il secondo dalla messa a dimora dei ceraseti \u00e8 promettente: \u00abSessanta quintali, in condizioni ottimali dovrei riuscire a raddoppiare la produzione\u00bb. Il condizionale \u00e8 d\u2019obbligo, \u00abla raccolta \u00e8 l\u2019ultimo dei problemi: 10 operai permettono di ultimare le operazioni in pochi giorni. Il problema \u00e8 ottenere frutti commercializzabili\u00bb. La pioggia occupa la prima posizione nell\u2019elenco delle avversit\u00e0, \u00abspecie se le precipitazioni si verificano in fase di maturazione. Il ciliegio \u00e8 molto pi\u00f9 sensibile al meteo rispetto al melo\u00bb. Le protezioni antipioggia non sono sempre efficaci: \u00abNel 2024 anche chi le aveva installate ha raccolto poco e male\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Drosophila suzukii<\/em>&nbsp;\u00e8 la seconda grande problematica: \u00abLa rete antinsetto, da sola, non \u00e8 sufficiente: poche coppie di fitofagi in un appezzamento bastano per dare avvio a un\u2019infestazione. Fino alla raccolta di Kordia, verso il 20 giugno, sono bastati i confusori e due trattamenti insetticidi, infittiti con passaggi ogni 9 giorni per proteggere le Final dal \u201cbacato\u201d fino al primo stacco, portato a termine fra il 5 e il 7 luglio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I prezzi liquidati ai produttori sono l\u2019ultima grande incognita. \u00abLe quotazioni del prodotto di buona pezzatura dovrebbero superare, quest\u2019anno, i 3,5-4 euro il chilo: le ciliegie sono ricercate perch\u00e9 in Puglia ed Emilia Romagna il raccolto \u00e8 stato scarso. Le problematiche di allegagione riscontrate in primavera, inoltre, ci hanno favoriti, contenendo i costi di diradamento e aumentando il margine\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stesso era accaduto nel 2024: \u00abLa scarsit\u00e0 di prodotto aveva gonfiato i prezzi fino ai 3 euro e l\u2019industria ha ritirato persino le partite colpite da cracking\u00bb. Nel 2023, viceversa, \u00abcon una produzione ottimale i prezzi sono precipitati a 1 euro il chilo, al di sotto dei costi di produzione\u00bb. Si tratta di effetti legati alla peculiarit\u00e0 del mercato della ciliegia, \u00abmolto breve rispetto a quello delle mele perch\u00e9 non sono possibili conservazioni del prodotto in cella frigorifera a lunghe movimentazioni\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le prove varietali condotte su nuove cultivar di ciliegio da Agrion a Manta forniscono indicazioni utili per i nuovi impianti. 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